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Nei bar italiani caffè è sinonimo di espresso. Tuttavia, ci sono altre preparazioni che si possono introdurre per offrire ai clienti nuove possibilità di degustazione del prodotto: i caffè filtro. Molto diffusi e apprezzati nel Nord Europa e in America, cominciano a farsi pian piano strada anche da noi. Si tratta di bevande preparate versando acqua calda sul caffè macinato, in modo che questa percolando ne estragga oli e aromi. Il liquido così ottenuto, separato dalla polvere di caffè attraverso un filtro, si raccoglie in una caraffa ed è pronto per essere servito.

Una tecnica di estrazione, che si declina in differenti metodi, i più comuni sono V60, chemex, aeropress e french press, molto diversa dall’espresso, a partire dalle tempistiche che, a seconda della tecnica utilizzata, vanno dai 3 ai 4 minuti. Diversa è anche la materia prima, dal momento che queste specialità richiedono l’uso di caffè aromatici, di solito tostati più chiari di quelli per l’espresso e con una macinatura più grande. Così come differente è il risultato in tazza per gusto, corpo e modalità di assunzione.

«Il pregio di queste tecniche è di esaltare profumi, aromi e note tipiche della materia prima utilizzata, miscela o monorigine che sia, quali le note fruttate o di cioccolato, la naturale dolcezza, l’acidità e la freschezza – spiega Davide Spinelli, barista e trainer Sca -. Si ottiene così un caffè dal corpo decisamente basso, ma ricco di gusto e non più da sorbire in pochi secondi, ma da gustare a lungo seduti al tavolo in una tazza mug da 200 a 450 ml».

Insomma, un’esperienza molto differente rispetto a quanto siamo abituati, da proporre in tutti i momenti della giornata, a partire dalla colazione, ma ideale in particolare per la metà mattinata e la pausa pomeridiana, quando il consumatore è più incline alle novità e ha più tempo a disposizione per godere del suo caffè. Un’esperienza che può essere resa ancora più stuzzicante se abbinata a un’offerta food sia dolce, dalla piccola pasticceria alla croissanterie alle torte, sia salata, ad esempio un mini sandwich di segale farcito con pomodoro, mozzarella, lattuga e salsa guacamole.

«Come per l’espresso, la preparazione dei caffè filtro richiede un minimo di abilità, che si conquista con un po’ di pratica – conclude Spinelli -. Uno sforzo che si può fare, considerando che l’investimento per l’attrezzatura è davvero contenuto, l’elemento che costa di più è il macinatore, necessario per evitare di ritarare continuamente quello per l’espresso, e che la bevanda può essere proposta a un prezzo decisamente superiore a un tradizionale caffè».