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Pulito, confortevole, accogliente.

È così che il bar deve presentarsi al cliente che ne varca la soglia. Se molte delle scelte che permettono di raggiungere l’obiettivo, come arredi, colore delle pareti, lampade e lampadari vanno definite in fase progettuale, c’è comunque tutta una serie di accorgimenti, da non trascurare, che concorrono a creare un ambiente il più accogliente possibile per il consumatore. A partire dall’ingresso, che dovrà essere ben visibile, ampio, per favorire un comodo afflusso e deflusso, e munito di un cestino per i rifiuti e un portaombrelli (almeno in caso di maltempo).

Punto strategico per l’attività è il bancone. «Il piano di servizio deve essere spazioso, sempre pulito e sgombro, privo di bicchieri, tazze e piattini sporchi, per consentire ai clienti di ordinare e consumare velocemente e con un certo agio – spiega Vito Campanelli, responsabile formazione Essse Caffè e consulente per locali -. Gli elementi che non devono mancare sono il menu e un portatovaglioli mentre, a seconda del servizio del momento, si provvederà al necessario ménage». Ad esempio, per la caffetteria: diversi tipi di zuccheri, vari tipi di miele, cacao, spezie per chi desidera aromatizzare la bevanda. Non ci sarà invece il latte, che va conservato sempre in frigo e somministrato dal barista.

La presenza di dispenser ed espositori può essere d’intralcio, quindi meglio creare un angolo, magari vicino al punto cassa, che darà più movimento ai clienti e favorirà l’acquisto d’impulso. Importante avere vicino al bancone dei giornali (quotidiani nazionali, sportivi, locali e anche un femminile per le signore), un paio di copie per tipo, e anche qualche libro, possibilità quest’ultima gradita soprattutto ai clienti pomeridiani e serali.

Il numero e la disposizione dei tavoli deve essere in funzione dello spazio del locale e del tipo di servizio offerto. Che non siano però troppo a ridosso del bancone e non intralcino altri punti di passaggio, come la cassa o le toilette. Il loro arredo deve essere sobrio, mentre portatovaglioli e la carta con l’offerta per lo specifico momento non devono mancare. «Non metteremo tovaglie, al massimo un runner per la sera, così il contenitore con gli zuccheri, che invece provvederà a portare il cameriere, e per il servizio del pranzo, invece di riempire i tavoli con oliere e tutto il resto, è preferibile un apposito angolo con tutti i condimenti al quale il cliente accede autonomamente – prosegue l’esperto -. Le sedute potranno essere più o meno comode, a seconda che si desideri che il cliente si fermi più a lungo o che consumi e liberi subito il posto».

Fondamentale curare aspetti come l’illuminazione e la musica, variandone intensità e volume nel corso della giornata (più luce e volume basso al mattino, più volume, ma senza esagerare, e luci soft la sera) e la temperatura dell’ambiente, sempre gradevole. Altri accorgimenti riguardano l’offerta di alcuni servizi, come la presenza di un guardaroba o un appendiabiti, di punti per la ricarica di smartphone e altri dispositivi mobili e di una connessione wifi, alla quale accedere registrandosi sui social del locale, in modo da moltiplicare contatti e visibilità. «Infine, se possibile, un corner riservato ai bambini, magari con qualche gioco, o dei fogli con i colori, una semplice lavagna: serve per intrattenerli, evitando che si annoino e infastidiscano gli altri clienti, e consentire ai genitori di consumare con calma le loro ordinazioni», conclude Campanelli.